RASSEGNA STAMPA

 

 

 

 

 

Da La Nuova Sardegna del 06.02.99

La mozione di Domenico Cugusi sulla tassa per i rifiuti evidenzia " disparità e ingiustizie "

PAGA DI PIU’ LA CASA DELLA CASERMA

Un intricata selva di tariffe che non sempre rendono giustizia al contribuente. Anzi, secondo il consigliere comunale Domenico Cugusi , quasi mai.

La tassa sui rifiuti solidi urbani è l’oggetto di una mozione che il rappresentante di Oristano liberale ha presentato al sindaco ed il cui punto di arrivo è proprio una tassa meno iniqua, basata su criteri diversi da quelli attuali , che tengano conto della superficie degli immobili e non del numero dei componenti il nucleo familiare.

Ma la mozione di Cugusi è anche " istruttiva " perché elenca una serie di importi che evidenziano disparità e ingiustizie. " La tariffa per le abitazioni è pari a 2.054 lire al metro quadrato, quando invece le caserme, le carceri, i convitti, i circoli ricreativi, le stazioni ferroviarie e di autobus, scuole pubbliche e private, con alta densità di frequenza di persone oltre che, evidentemente, di produzione di rifiuti decisamente superiori alle abitazioni, pagano solo 1.867 lire al metro quadrato…

 

Da L’Unione Sarda del 05.02.99

LA RICETTA DEL CONSIGLIERE CUGUSI PER UNA TASSA SUI RIFIUTI MENO INIQUA.

La proposta del Consigliere Domenico Cugusi di Oristano Liberale, impegna l’esecutivo a rivedere il rapporto con la Olme affinchè venga presa in considerazione non solo la possibilità di smaltire i rifiuti, ma soprattutto di riciclarli, in modo da garantire un vantaggio per la collettività, sia in termini economici che ambientali, quindi " di far pagare alla Olme, così come avviene per tutti i cittadini, l’occupazione di suolo pubblico per i contenitori dei rifiuti sistemati nelle vie cittadine".

Cugusi sottolinea quindi la necessità di impostare il servizio in modo da prevedere non più solo lo smaltimento dei rifiuti, che è semplicemente un costo, ma il riciclaggio, che diventerebbe remunerativo per l’azienda e più vantaggioso per la collettività…

Da La Nuova Sardegna del 16.11.2000

Mozione del Consigliere Domenico Cugusi ( Oristano Liberale )

 

Libri Gratis a tutti nella scuola dell’obbligo

E le spese per il materiale didattico deducibili dalle tasse comunali.

" La Scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. " : articolo 34 della Costituzione italiana. Lo cita Domenico Cugusi, consigliere comunale di Oristano liberale, nella sua mozione urgente presentata per la fornitura in comodato gratuito, da parte del Comune, dei libri di testo agli alunni che frequentano la scuola dell’obbligo, indipendentemente dal reddito familiare, e per la concessione del buono di acquisto annuale del materiale didattico minimo e indispensabile sempre a tutti gli alunni della scuola dell’obbligo…

 

 

 

Da La Nuova Sardegna del 09.12.98

Una mozione del Consigliere comunale Domenico Cugusi ne chiede l’abolizione

" Passi carrabili, tassa ingiusta "

Abolire la tassa sui passi carrabili o, in alternativa ridurla a una misura simbolica , nell’ordine delle cinquemila lire : la proposta arriva dal consigliere comunale di Oristano liberale, Domenico Cugusi. In una mozione Cugusi spiega i motivi della proposta : " la città ha le strade intasate dalle auto parcheggiate in modo permanente dai residenti .E’ sempre più difficile per gli altri cittadini sostare nelle strade. Quelli che lasciano l’auto in strada in modo permanente occupano suolo pubblico e andrebbero tassati in misura maggiore rispetto a chi, invece, utilizzando un passo carrabile o un garage, di fatto limita temporaneamente l’uso dello spazio agli altri .Coloro che hanno limitato l’uso personale dell’immobile, destinandone una parte a garage, sono meritevoli di maggiore tutela e benefici "…

 

Da " La Nuova Sardegna " del 05.09.99

CUGUSI : "Aree vincolate, un abuso da cancellare "

Il Consigliere Comunale chiede l’applicazione di una sentenza.

 

 

Il Consigliere di Oristano Liberale ha presentato una mozione urgente al Sindaco Piero Ortu, alla vigilia della discussione in Consiglio Comunale, sugli indirizzi del PUC, relativa al problema dello svincolo dei terreni vincolati per oltre cinque anni.

Ricordando che una recente sentenza della Corte Costituzionale ha previsto lo svincolo di questi terreni, CUGUSI sottolinea come lo stesso Comune abbia vincolato varie aree a privati cittadini, senza riconoscere ai proprietari alcun indennizzo : " Contemporaneamente - recita la mozione – è stato imposto un vincolo di non edificabilità su di un terreno che invece il legittimo proprietario avrebbe avuto la possibilità di edificare secondo gli indici consentiti. " Secondo il Consigliere queste imposizioni sono penalizzanti per il proprietario che di fatto vedono il loro diritto di proprietà affievolirsi, " senza che il comune provveda ad emanare un decreto di esproprio e conseguentemente risarcire i proprietari della perdita della loro proprietà ".Dice Domenico Cugusi " Il sistema delle aree vincolate è un abuso nei confronti dei cittadini. Infatti il Comune, con un infinito effetto di prenotazione dell’area a scopi collettivi mai concretizzati, determina non già l’utilità pubblica, ma piuttosto un danno ai cittadini ".Pertanto il Consigliere chiede che il comune cancelli i vincoli arbitrariamente imposti senza che vi fossero i presupposti, e provveda al pagamento degli indennizzi dovuti. In alternativa espropri le aree effettivamente utili , con il relativo pagamento dell’indennità al prezzo corrente di mercato.

 

 

 

 

Da L’Unione Sarda del 18.4.99

Un’Equipe di esperti per l’occupazione

Mozione di Domenico Cugusi

Come battere la disoccupazione che in città ha ormai sfondato il tetto del 25 % : il consigliere Domenico Cugusi propone al sindaco di far votare al Consiglio comunale l’istituzione di un equipe di esperti che " indichi percorsi progettuali realizzabili per gli investimenti nel nostro territorio ".

Guardando con attenzione soprattutto le possibilità offerte dalla Comunità Europea per le quali è possibile utilizzare le informazioni economiche, finanziarie, strutturali e progettuali del Desk Oristano, in funzione ormai già da qualche anno a Bruxelles.

 

 

Da " La Nuova Sardegna " del 23.3.99

Oristano Liberale

Quasi un ultimatum per il difensore civico

 

" Vogliamo il Difensore Civico ". Ad avanzare la richiesta è il Consigliere Comunale di Oristano liberale Domenico Cugusi che in una mozione indirizzata al sindaco Ortu e al presidente del Consiglio, ha sollevato il problema della mancata elezione del Difensore Civico, figura istituzionale preposta alla tutela dei diritti dei cittadini.

Nella mozione viene ricordato come anche lo statuto comunale preveda l’istituzione del difensore civico " al fine di tutelare i diritti dei cittadini e per concorrere a garantire l’imparzialità, il buon andamento e la trasparenza dell’azione amministrativa. ". Dice Domenico Cugusi : " Lo statuto prevede che il difensore civico venga eletto entro 120 giorni dalla prima riunione del consiglio : nonostante questo termine sia abbondantemente scaduto, il presidente dell’assemblea non ha ancora fissato la data per la sua nomina. " Nella lettera ricorda inoltre come " l’attività deve essere indirizzata a garantire i diritti primari del cittadino, perché ottenga ciò che gli spetta di diritto – scrive Cugusi – senza doverlo chiedere per favore. ".

La mozione sottolinea come lo stesso cittadino debba assumere un ruolo da protagonista dell’attività comunale : " E’ necessario porre un limite al potere di chi governa a garanzia dei diritti di libertà e legalità dei cittadini, perché si realizzi finalmente una democrazia reale – conclude la mozione – senza privilegi per pochi ".

 

 

CRISI ECONOMICO – SOCIALE DELLA PROVINCIA DI ORISTANO

 E’ questo sicuramente uno dei momenti più difficili degli ultimi anni, un momento in cui una grave crisi economica attanaglia, in una morsa di recessione, il nostro paese, e ci sta conducendo alla paralisi economica e ad un impoverimento complessivo senza che si intravedano motivi di speranza, e ciò maggiormente nella nostra Regione, ma più in particolare nella nostra provincia e conseguentemente nella città capoluogo, a causa di una classe politica incapace, e preoccupata solo di perseguire interessi personali e di potere.

Purtroppo, condiziona ancora, pesantemente, in modo negativo, ogni possibile tentativo di sviluppo economico e la crescita consapevole e responsabile della nostra collettività.

Oltre ad avere sprecato troppe opportunità e vanificato le occasioni più favorevoli per uno sviluppo produttivo della nostra regione, la vecchia classe politica non ha saputo impostare un programma serio e razionale per il futuro, in modo da privilegiare e incentivare i settori peculiari delle nostre realtà produttive.

Ed ora, nel momento più critico, anche in considerazione dell’entrata in Europa, che imporrà ulteriori sfide di competitività, siamo carenti non solo delle risorse indispensabili per affrontare positivamente le nuove problematiche economiche e sociali, ma per la stessa sopravvivenza di molti territori della nostra regione.

Chi ci ha governato sino ad oggi, sono stati gli stessi partiti e gli stessi uomini politici che, con il loro comportamento irresponsabile hanno determinato questa gravissima situazione.

Responsabili del mancato sviluppo economico della regione e della provincia, responsabili della creazione di un apparato clientelare elargitivo che ha determinato l’asservimento dei cittadini nei confronti dei politici che detenevano il potere, che pretendevano che si chiedesse per favore ciò che invece spettava di diritto, responsabili della creazione di Società, Enti, Consorzi, e quant’altro, di inutile e dannoso per la collettività, per sistemare e occupare amici di partito e mantenere il consenso elettorale, apparati pseudo politici per elargire gettoni di presenza a chi gravitava intorno ai partiti di governo, responsabili del mancato sfruttamento del settore turistico , responsabili del degrado ambientale, architettonico, paesaggistico, responsabili della morte del commercio e di ogni possibile sviluppo svincolato dal potere politico,( si pensi che il principale ed unico vero datore di lavoro, nella Provincia di Oristano, è l’INPS).

Responsabili di aver condotto la città di Oristano e la Provincia, ad un lento ed inesorabile declino, con l’aggravante di averle anche imposto l’appellativo di provincia, pur non avendone le potenzialità né le caratteristiche, e comunque non supportandola con interventi mirati atti a realizzare compiutamente il passaggio da paese a città capoluogo di provincia.

Cosa si è fatto per aiutare l’istituzione della Provincia con strumenti, organismi, strutture, iniziative, progettualità perché Oristano, per la sua centralità diventasse anche nella realtà la IV Provincia Sarda, potendo contare su una potenzialità di base persino superiore alle altre provincie ?

Responsabile dell’attuale gestione politica, sia a livello Regionale, Provinciale, e sino a ieri anche a livello Comunale.

Purtroppo, per incapacità, mancanza di cultura di impresa, di managerialità e limitati nel percorso politico da invidie e contrapposizioni personali, non si è riusciti a realizzare quanto necessario per lo sviluppo del nostro territorio.

Anzi Oristano è diventata la Provincia sarda con il maggior numero di disoccupati, con la minore capacità di guadagno, con la minore industrializzazione, con il minor numero di imprese produttive, con il minor numero di occupati e di ricchezza prodotta.

Il reddito pro- capite è pari a circa 15 milioni, inferiore alla media nazionale che si attesta intorno ai 22 milioni; il livello della disoccupazione è pari a 31,807 unità nella provincia ( anno 97, nel 96 erano 29.173); i disoccupati a Novembre 96, relativamente ad Oristano erano pari a 13.070, cioè il 25,11 %, con un incremento rispetto a dicembre 95 del 2%.

Bisognerebbe domandarsi come sia stato possibile che una regione come la Sardegna, tra le più povere d’Italia, abbia avuto, con la precedente amministrazione regionale, quattromila miliardi di lire fermi in banca perché non sapeva come spenderli.

Ma vi pare possibile avere una classe politica che non riesce ad elevarsi oltre l’ordinario, oltre il quotidiano sopravvivere , che non sia in grado di avere capacità propositiva, idee e progetti per permettere di creare sviluppo ed occupazione?

Come si può spiegare, che non sia decollato in Sardegna un solo progetto imprenditoriale di grande respiro, e si sia riusciti a boicottare il Master Plan , quando poi invece si è permesso lo sconcio e il degrado ambientale delle nostre coste, senza che nel contempo si sia nemmeno creata maggiore ricchezza ed occupazione, anzi autorizzando la cementificazione selvaggia delle coste?

Il tutto in un caos e in un contesto di anarchia urbanistica offensiva della decenza e dell’estetica, che richiederebbe una precisa assunzione di responsabilità da parte di chi ha permesso il verificarsi di simili sconci ambientali che penalizza anche i possibili sviluppi futuri per una seria programmazione turistica.

Si è permesso che sulle dune di Arbus venissero costruiti casotti in cemento armato, e che dire di Tertenia, Quartu, e realtà a noi vicine, quali Funtana Meiga, Sa Rocca Tunda, Su Pallosu, S’Arena Iscoada, Mandriola, Torre del Pozzo, e l’elenco sarebbe lunghissimo ed emblematico delle scelte e delle connivenze politiche realizzatesi.

Si è permesso tutto ciò senza nel contempo programmare uno sviluppo turistico che, tenendo conto dell’ambiente, potesse permettere la creazione di strutture indispensabili a favorire lo sviluppo economico e una ricchezza maggiore e più diffusa, oltre alla creazione di nuovi e duratura posti di lavoro perché inseriti in contesti economici produttivi .

Gli stessi partiti che governavano le nostre realtà, non hanno saputo risolvere questioni importantissime come la rete idrica per le campagne o i collegamenti per la penisola, subiamo offensive disparità per l’impossibilità a poter utilizzare il mezzo aereo per gli alti costi che ci impone la compagnia di bandiera.

Il prezzo del biglietto aereo, per i residenti, sarebbe dovuto essere equiparato al costo del biglietto ferroviario rapportato ai chilometri percorsi.

Non essendo stati in grado di gestire direttamente i collegamenti con l’esterno, oltre a non realizzare compiutamente la continuità territoriale, non si è annullato l’isolamento geografico e conseguentemente gli alti costi di gestione e di trasporto che incidono pesantemente sulle nostre imprese rendendole non competitive nel mercato.

Non si è pensato alle infrastrutture né ai servizi di sostegno alle strutture ricettive, non si è fornito un collegamento almeno sufficiente alle località turistiche: certe zone sono ancora prive di energia elettrica, delle rete idrica e della rete fognaria.

Non abbiamo collegamenti ferroviari adeguati, è stata accantonata l’idea del raddoppio della dorsale ferroviaria sarda, non verrà rafforzata né velocizzata la tratta Oristano- Abbasanta – Macomer e più in generale la tratta che collega Oristano al nord Sardegna, perché di fatto è stata smantellata.

Si pensi solo che per percorrere la tratta Oristano – Olbia si impiegano ben cinque ore.

Oristano è stata soppressa come stazione merci, pertanto tutte le merci hanno destinazione Cagliari e vengono poi smistate con mezzi gommati per tutte le altre destinazioni.

La S.S. Carlo Felice, oltre ad essere pericoloso per i troppi incroci a raso e l’attreversamento di centri abitati , è costellata di divieti e limiti di velocità assurdi.

Cosa si è fatto in tutti questi anni per supportare le imprese serie con progettualità compiute per inserirsi nel mercato e creare le condizioni strutturali perché potessero creare reddito e aumentare gli investimenti produttivi.?

Come si è intervenuti con il Credito, con le Banche Sarde che invece di finanziare imprese serie, ha foraggiato imprese decotte, fallimentari, inutili carrozzoni politici con notevoli danni sulla collettività regionale, facendo invece pagare costi altissimi agli altri imprenditori con tassi di interesse da usura.?

Il mancato sviluppo economico della nostra regione e conseguentemente della nostra Provincia, è sicuramente dovuto alla mancanza di una cultura d’impresa che è stata soffocata, per calcolo politico o per insufficiente preparazione , dalla distribuzione di assistenze ed aiuti , certamente compito meno impegnativo e complesso della promozione della cultura di impresa , ma sicuramente più redditizio sul piano del clientelismo elettorale.

E questo lo si può capire da come è stata amministrata La Regione e soprattutto, perché a me più vicina, la Provincia di Oristano.

Nonostante le condizioni socio economiche della nostra realtà nessun intervento è stato attuato da parte dell’Ente Provinciale per cercare di trovare una soluzione accettabile alla grave crisi occupazionale, alla carenza di investimenti, alla carenza di strutture essenziali, alla mancanza di progettualità e cultura politica propositiva.

E’ stata carente persino nel portare a compimento l’ordinaria amministrazione, e addirittura fallimentare nel non aver saputo dare una risposta credibile alle aspettative legittime dei giovani in cerca di prima occupazione, dei disoccupati, delle imprese, della scuola, dell’ambiente, ma soprattutto del settore turismo.

Del Piano Territoriale di coordinamento non si intravede la realizzazione, del Piano Urbanistico Provinciale e del Piano dei Litorali si sono perse le tracce.

I PIA sono ancora in divenire.

L’Assessore Provinciale alla Programmazione nella relazione del 1997 aveva affermato che entro tempi brevissimi, grazie al nuovo sportello comunitario attivato a Bruxelles, saremo stati i grado di conoscere tempestivamente le possibilità offerte dai programmi comunitari.

Ad oggi, se chiedete all’assessore di conoscere gli investimenti possibili a livello comunitario, o di conoscere quali progetti comunitari vengono privilegiati in ragione della loro fattibilità regionale e locale, non vi saprà rispondere.

Perché anche il Desk Oristano a Bruxelles è solo un’operazione di facciata di concerto con la Camera di Commercio.

Ed allora bisognerebbe spiegare loro che i fondi strutturali Europei hanno messo a disposizione dell’Italia, per il periodo 94-99, circa 41milamiliardi di lire.

Alla fine del 97 il nostro paese era riuscito ad erogare meno del 15 % .

Gli altri Stati, invece, arrivano con progetti ben definiti e riescono ad utilizzare ingenti somme comunitarie per investimenti produttivi.

Inoltre in Italia vi è una differenza anche tra Nord e Sud : al Nord la percentuale di impiego del denaro, alla fine del 97 era del 78 % contro il 20% delle regioni meridionali.

 

Il problema è che al Sud, in alcuni casi le Regioni devono ancora emettere i bandi di partecipazione per le imprese.

L’Italia, in ogni caso è in ritardo, sia dal punto di vista dei soldi impiegati per progetti specifici, che di quelli effettivamente erogati.

I Partner Europei sono decisamente più bravi a spendere.

Si va dal Portogallo che utilizza il 33,4 % alla Spagna che arriva sino al 42,3 % .

Ed è bene ricordare che se l’Italia non utilizza almeno il 38 % dei fondi stanziati rischia di perderli.

E cosa hanno fanno gli amministratori provinciali e comunali per far si che si riesca a presentare progetti finanziabili ?

Nulla. Perché non riescono ad elevarsi dall’ordinaria amministrazione, offrire idee, progettualità avanzata, percorsi idonei a superare i limiti burocratici, le carenze strutturali, le inefficenze amministrative.

Ci sarebbero voluti amministratori che avessero saputo portare la politica fuori dai percorsi miseri, oltre le procedure e le pastoie politiche che ingabbiano e mortificano le aspettative della gente; amministratori con idee, ideali, propositività.

Nessuna struttura primaria, nessun progetto è stato realizzato per creare occupazione e sviluppo economico, nessuna infrastruttura è stata realizzata per consentire al Turismo di muovere i primi timidi passi in una realtà regionale e Nazionale troppo avanti per i limiti progettuali degli attuali amministratori.

E cosa dire dei mancati interventi a favore dell’agricoltura , dell’artigianato, della pesca, del commercio, della piccola industria, dell’ambiente ?

Nulla è stato realizzato : penso all’aereoporto di Fenosu, alla circonvallazione Nord – Ovest di Oristano, alla circonvallazione Nurachi – Riola, al Prolungamento V.le Repubblica – Torregrande.

Penso alle tante proposte da me fatte come la realizzazione di un impianto di riciclaggio dei rifiuti, alla realizzazione di una scuola di formazione innovativa computerizzata, per conoscere e il mondo di internet come occasione di lavoro;al Piano Turistico Provinciale, alle Oasi verdi di ristoro, ai micro stabilimenti balneari amovibili, all’utilizzo delle seconde case nelle località balneari come alberghi diffusi, all’equipe di valutazione dei progetti giovanili da cofinanziare e compartecipare, al recupero delle cave dismesse.

Molti nodi, ora, stanno venendo al pettine.

Ora che i vincoli posti all’Italia dall’estero, come condizione per la sua adesione all’Unione Monetaria Europea, non lasciano più spazio al modello di spesa pubblica basata sullo spreco e sul parassitismo, questo modello di non –sviluppo, posto in essere dai partiti che ci hanno governato, viene irrimediabilmente bocciato.

Fin tanto che le risorse prodotte in altre Regioni del paese, affluivano copiose sotto forma di spesa pubblica regionale e statale, nelle sue varie forme, il problema politico principale non è stato quello di promuovere lo sviluppo dell’economia, ma quello più facile e modesto di regolare il flusso di spesa pubblica in modo da trarne il massimo beneficio in termini di consenso elettorale.

Per queste ragioni si comprende perché le crisi regionali trovavano sempre maggiore difficoltà ad essere risolte.

Perché certa classe politica si comporta allo stesso modo , come se nulla fosse cambiato, come se il problema politico principale fosse ancora quello di distribuire risorse pubbliche, anche se meno abbondanti di prima.

E certa classe politica continua sulla strada del non – sviluppo, perché in questo modo possono sopravvivere gli incapaci, e non vi è dubbio che l’incapacità sia alla base della mancato soluzione dei gravissimi problemi che assilla la nostra collettività.

 

Un altro dei nodi cruciali per lo sviluppo del nostro territorio è dovuto alla mancanza di capitali e di risorse, oltre alla brusca caduta dei consumi che ha portato l’Italia e più ancora la nostra regione alla recessione economica.

Vi è da dire che oltre agli endemici problemi che ci assillano, è subentrato, ora, un problema più generale.

E’ questa una congiuntura attuale, dovuta alla politica rigorosa adottata dal Governo per poter entrare in Europa e che ha drasticamente contratto il potere d’acquisto delle famiglie, causando una brusca caduta dei consumi .

Questo, a mio giudizio, ha inciso pesantemente sui bilanci delle aziende, di conseguenza ha amplificato il fenomeno della disoccupazione.

In un momento inoltre di recessione economica la Sardegna è riuscita a far morire il Commercio locale a vantaggio della Grossa Distribuzione, finanziata con soldi regionali( legge n° 35 ), con il conseguente impoverimento anche dell’indotto, del comparto agricolo, pastorale, ittico, con un aumento della disoccupazione, oltre ad aver favorito l’uscita di capitali dalla Sardegna verso la penisola.

Già prima dell’insediamento delle Grosse Strutture di vendita, il settore commercio soffriva di una profonda crisi dovuta alla polverizzazione del sistema distributivo ed al fatto che in una realtà abitativa molto scarsa numericamente, vi era proporzionalmente un numero di esercizi commerciali in esubero rispetto al numero di abitanti , in un confronto persino con le provincie italiane più ricche e produttive, con un livello occupativo molto alto.

La superficie di vendita degli esercizi commerciali è mediamente più alta sia rispetto sia al Piemonte che alla Lombardia , ed è tutto dire…

Per quanto riguarda la Grossa Distribuzione, con con gli 11.000 Mq autorizzati su una base di 157.000 abitanti, la Provincia di Oristano può contare, ogni mille abitanti di una superficie di 70 Mq. ,mentre in Lombardia abbiamo una media di 32 Mq. per ogni mille abitanti, con una capacità di spendita ed una ricchezza pro capite decisamente più elevata.

Dal 1984 al 1996 il numero di abitanti è cresciuto del 1,2% mentre il numero dei disoccupati è salito al 72,3 %;

gli esercizi commerciali dal 1981 al 1991 sono aumentati con un incremento pari a 24,8 punti.

In uno scenario catastrofico gli appelli del governo improntati a far credere che vi possa essere ripresa economica, e gli inviti ad una maggior propensione alla spesa, restano solo semplici dichiarazioni di intenti che di fatto, senza dei provvedimenti reali da parte del governo, ed anzi con una sempre più alta imposizione fiscale, non solo non riesce a smuovere i consumi , ma si peggiora la situazione.

 

Il discorso vale, non solo per il governo nazionale ma anche per le amministrazioni locali che devono impostare una diversa politica, non più con alti prelievi fiscali, sottraendo ai cittadini risorse indispensabili per vivere , per investire, per gli acquisti, quindi per l’economia, ma impostando una politica manageriale per trovare finanziamenti diversi dal prelievo fiscale, con una progettualità finalizzata a recuperare fondi regionali e comunitari.

Solo restituendo una parte significativa delle risorse confiscate dalla politica del non sviluppo ai cittadini, si può riattivare il circuito virtuoso : Consumi- Produzione - Occupazione .

Ma tutto ciò si può ottenere tagliando gli sprechi, bandendo gli assistenzialismi, le dissipazioni, le contribuzioni facili, i privilegi, e contenendo sensibilmente in un quadro di compatibilità permanente e strutturale i costi fissi dell’apparato pubblico e le spese improduttive.

Perché altrimenti, senza una decisa svolta nel senso auspicato, la disoccupazione e la povertà assumeranno i connotati di una calamità sociale.

Serve quindi un progetto di sviluppo dell’impresa e della cultura di impresa.

E tale inversione di tendenza, o se si vuole il processo di cambiamento non può essere governato dalle stesse forze politiche che hanno governato in passato il processo di distribuzione della spesa pubblica spacciandola per modello di sviluppo.

Non è pensabile che le stesse forze politiche che hanno concorso a determinare questo stato di cose, si propongano a risolvere i problemi da essi stessi creati.

Occorrono capacità manageriali, idee, progettualità e soprattutto il supporto di politici capaci che sappiano indirizzare ed aiutare i giovani, gli imprenditori, i cittadini in cerca di lavoro, ad attivarsi in prima persona perché con le risorse disponibili e degnamente valorizzate, si possa creare impresa, lavoro, ricchezza, occupazione, sviluppo economico e civile.

Ora, a causa dell’impoverimento generale e della mancanza della garanzia del posto di lavoro clientelare, è venuto il tempo di inventare e riappropriarsi di una cultura differente, la cultura della responsabilità e del rischio personale, delle scelte e dei programmi responsabili sapendo che non si potrà più contare sullo Stato assistenziale a garantire e proteggere le inefficenze e i disonesti che, grazie agli aiuti facili e ai contributi non dovuti , si arricchivano e prosperavano.

E’ necessario contare sulle capacità individuali ma lo Stato e le Amministrazioni locali devono essere in grado di favorire questa evoluzione, garantendo i diritti ai cittadini senza ostacolarli con l’eccessiva burocratizzazione nella loro scelta di libertà autonoma e svincolata dai partiti e dai gruppi di potere.

 

Occorre che la classe politica prenda coscienza della situazione e se davvero vuole agire per il bene della collettività è necessario che si adegui ad un concetto diverso e ad un modo diverso di svolgere il ruolo politico, attivo, propositivo, di alti valori e di grandi progettualità, abbandonando l’inettitudine e il lassismo per incidere con una politica che contempli non più l’assistenzialismo e le contribuzioni clientelari ma una politica di sviluppo economico portato avanti da una nuova classe politica attiva, dotata di grandi capacità e di una spiccata cultura d’impresa.

Peraltro, nel nuovo modello di sviluppo si dovrà tenere conto del fatto che la costituzione della Unione Monetaria Europea, porrà alla nostra isola ulteriori sfide di competitività, che non potranno certo essere superate con l’attuale Regione inefficiente.

Con l’Unione monetaria non necessariamente la situazione economica tenderà naturalmente a migliorare, anzi sono del parere che l’entrata in Europa favorirà i paesi europei più forti economicamente e quelli in via di sviluppo come la Spagna, il Portogallo e la Grecia a scapito dell’Italia che perderà quella poca competitività che aveva quando a causa dell’inflazione i prodotti italiani erano concorrenziali nel mercato.

In più le provvidenze dell’Unione Europea non sono legate a problemi assistenziali o al mantenimento di privilegi, bensì alla libera iniziativa e all’efficienza.

Se non sapremo rispondere a questa sfida, il nostro destino di Regione periferica d’Europa, dopo essere stati colonia e ora Regione periferica d’Italia, sarà ancora la nostra condizione, il nostro destino.

Riuscire a saper raccogliere la sfida che l’Europa lancia, per non far morire la speranza della nostra gente, dipenderà dalla consapevolezza che l’attuale classe dirigente regionale avrà di queste problematiche e dalla capacità che avrà nel ricercare e selezionare una nuova classe politica che si assuma il compito di traghettare la Sardegna in Europa a pieno titolo.

Questa è la sfida .

Ed è su queste basi che dobbiamo confrontare le nostre capacità politiche.

 

Domenico Cugusi

Intervento in Consiglio Provinciale del 1996

 

 

 

 

 

 

Consiglio Comunale di Oristano

Gruppo Consiliare Oristano Liberale

 

 

 

 

Il sottoscritto Consigliere Comunale ,

preso atto che

 

 

 

 

 

 

Constatato

 

 

 

Se così fosse, tutti gli istituti cittadini, di ogni ordine e grado, dovrebbero essere chiusi per le stesse motivazioni, utilizzate, in modo inappropriato, per la Scuola Media n° 1.

Perché le considerazioni che il sindaco adduce in modo pretestuoso per avvallare la chiusura della Scuola Media "Eleonora d'Arborea ", sono invece fondate per altri istituti cittadini, situati in strade ad alta densità di traffico, nelle vicinanze dove sostano pullman ed automezzi pesanti, in prossimità di mercati ortofrutticoli, di snodi stradali con un traffico non solo sostenuto, ma pericoloso, altri addirittura inseriti in zone industriali, taluni privi effettivamente di palestre, altri con le medesime inagibili. Se il Sindaco, anche in questa occasione, fosse stato imparziale e non avesse creato discriminazioni tra cittadini, si sarebbe dovuto maggiormente preoccupare della pericolosità, per gli alunni che le frequentano, delle altre scuole cittadine costruite con elementi prefabbricati, in cui sono stati utilizzati materiali come l'amianto, pericolosi per la salute, o altre dove sono presenti coperture in eternit, e quelle che, per responsabilità proprie dell'amministrazione comunale, non sono mai state adeguate alle norme di sicurezza.

E' quantomeno singolare poi che, in presenza di una situazione di pericolosità, invece che eliminare il pericolo, ovvero la causa che l'ha determinato , si elimina invece chi il danno lo subisce.

Evidentemente la deformazione mentale del Sindaco induce a considerare che nell'eventualità in cui un cittadino dovesse subire un danno, l'amministrazione comunale, invece di eliminare il danno eliminerebbe il cittadino! Con questa logica aberrante infatti il Sindaco ha adottato un decreto di chiusura, non già della Stazione Arst, che determinerebbe l'inquinamento e gli eventuali danni alla salute, ma la scuola che gli stessi danni subisce!

Inoltre il Sindaco dovrebbe ricordare, per averlo egli stesso presentato, che già nel bilancio 99-2000 era stato previsto lo smantellamento della stazione Arst per realizzare, al suo posto, nell'anno 2000, con una spesa pari a 1 miliardo, un parcheggio.

Le inadempienze e l' incapacità del Sindaco a realizzare i programmi stabiliti, non può e non deve ricadere sui cittadini.

 

Constatato che il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo e che il Sindaco e la Giunta danno attuazione agli indirizzi generali del Consiglio,

 

Ritenuto che l' articolo 46 dello Statuto Comunale stabilisce che :

 

  1. il Sindaco è l'organo responsabile dell'amministrazione Comunale,
  2. che nel perseguimento del programma di governo rappresenta l'Ente,
  3. che nei limiti delle proprie competenze persegue gli obiettivi indicati nel documento programmatico, e sviluppa l'indirizzo politico amministrativo espresso dal Consiglio,
  4. promuove e coordina l'attività degli assessori e dei dirigenti al fine di garantire l'attuazione degli atti fondamentali del Consiglio … nel rispetto degli obiettivi politico amministrativi e dell'ordine di priorità indicati nel documento programmatico.

Preso atto che nel programma di governo non è prevista la soppressione della Scuola Media N° 1,

che nel documento programmatico non vi è nessun punto riguardante la soppressione di scuole medie cittadine,

che non vi è stata nessuna deliberazione consiliare in merito alla soppressione di scuole,

il sottoscritto Consigliere Comunale ritiene che il provvedimento di chiusura della Scuola Media n° 1 sia del tutto illegittimo, e i decreti n° 84 e n° 85, siano stati emanati non in sintonia con gli indirizzi del Consiglio e senza tenere conto degli obiettivi indicati dal documento programmatico, e conseguentemente da annullare.

 

Tutto ciò premesso, si chiede al Consiglio una deliberazione contraria alla soppressione della Scuola Media n° 1 " Eleonora D'Arborea ", ed in particolare :

 

 

 

 

Domenico Cugusi

 

Oristano, 30.03.01

 

 

 

 

 

Ill.mo Presidente del Consiglio Comunale

 

 Signor Presidente, alla luce degli ultimi avvenimenti che sono la conseguenzialità di atteggiamenti e reiterate azioni lesive del ruolo e dei compiti dei Consiglieri, posti in essere dal Sindaco, e dopo l’ennesima discriminazione che ha subito la minoranza e la altrettanto offensiva e pericolosa delegittimazione della sovranità consiliare, mi sia consentito sollevare un problema di valenza generale che Coinvolge il Consiglio nella sua interezza e nella sua essenza.

Il mio interrogativo è, quale compito e quale ruolo compete ai Consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, in occasione delle riunioni del Consiglio, che a differenza di quanto pensa taluno, è il massimo organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo del Comune.

Il ruolo dei Consiglieri viene spesso condizionato pesantemente e ridotto a mero atto di presenza, dal Sindaco, senza che vi sia chi richiami ognuno al proprio compito istituzionale, e senza che venga fatto rispettare lo statuto ed il regolamento.

Il Sindaco, in una veste più da padrone del Comune che da servitore dei cittadini, ha più volte avvertito i consiglieri di non presentare mozioni, interrogazioni e interpellanze.

Ha intimato, ai consiglieri, di non intervenire alle discussioni per non prolungare le riunioni del consiglio oltre una certa ora e indotto altri consiglieri ad abbandonare l’aula e far mancare il numero legale quando la discussione non prende la piega voluta dal Sindaco.

Col suo atteggiamento condiziona e disturba gli interventi dei Consiglieri

determinando un clima ostruzionistico, conflittuale e polemico, con il risultato di affievolire la legittima , doverosa e necessaria azione politica dell’opposizione.

Prescindendo dal copione già scritto a cui è necessario adeguarsi e sottostare a ragioni politiche superiori, che , però, non tengono conto, ed anzi sviliscono il lavoro e l’impegno dei consiglieri,

e talvolta compromettono , con prese di posizione preconcette e autolesioniste, il contributo serio e costruttivo dei consiglieri, sia pure dell’opposizione, sarebbe necessario allora un diverso approccio metodologico ai lavori del Consiglio.

Perché, o si recepisce e si rispetta il contributo propositivo che garantisce l’opposizione, piuttosto che le richieste strumentali e opportunistiche di alcuni gruppi della maggioranza, oppure questo Consiglio perde ogni significato di reale rappresentatività e democraticità , e l’essenza stessa della partecipazione ai lavori del Consiglio da parte dei consiglieri dell’opposizione, la stessa che, con la sua partecipazione responsabile, ha molto spesso consentito lo svolgimento delle sedute del consiglio, per la colpevole assenza dei consiglieri della maggioranza.

Una maggioranza insensibile persino ai temi più alti della partecipazione democratica, insensibile ai suggerimenti di ordine tecnico - legale e di superamento di situazioni contrastanti con la regolarità degli atti, è una maggioranza limitata ai soli interessi di parte.

Ed è allora persino irriverente, oltre che offensivo per le intelligenze presenti in questa aula, utilizzarle e indirizzarle, anche talvolta contro la stessa evidente contrarietà a condividere le scelte della Giunta, in nome di una compattezza partitica che limita il percorso politico ma soprattutto umano più profondo e più alto in cui debbano essere evidenziati e realizzati solo percorsi politici coerenti, frutto di scelte finalizzate all’interesse esclusivo della collettività, prescindendo dagli schieramenti politici precostituiti.

Le chiedo allora, Signor Presidente, che dia un contributo ed un indirizzo al Consiglio, consono alle competenze e ai ruoli assegnati per Legge, per Statuto e per Regolamento, ai Consiglieri Comunali, tutelandoli nella loro partecipazione civile e democratica all’attività comunale, contro ogni tentativo di condizionamento, di ingerenza, di pressione e di ostacolo allo svolgimento del ruolo proprio dei consiglieri, siano essi di opposizione che di maggioranza, favorendo una più corretta e serena partecipazione politica.

 

 

 

Oristano, 31.03.9 Domenico Cugusi

 

 

 

 

 

  

Comitato Promotore :

Domenico Cugusi

Oristano Liberale

 

ISTANZA

 

PER LA RICHIESTA DI INDIZIONE DI UN REFERUNDUM DI INIZIATIVA POPOLARE TENDENTE ALL'ABROGAZIONE DEL DECRETO N° 84 DEL 23 MARZO 2001 E DECRETO N° 85 DEL 30 MARZO 2001 EMESSI DAL SINDACO DEL COMUNE DI ORISTANO.

 

 

I sottoscritti cittadini residenti nel Comune di Oristano, visto il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n° 267 art. 8, commi 3 e 4, gli artt. 19 e segg. dello Statuto del Comune di Oristano, approvato con Delibera n° 187 del 17.12.96, propongono al Sindaco del Comune di Oristano, istanza perché sia promosso un referendum di iniziativa popolare così come previsto dall'articolo 23 dello Statuto Comunale, per l'abrogazione dei decreti n° 84 del 23.03.01 e n° 85 del 30.03.01 emessi dal Sindaco di Oristano.

 

Nello specifico si chiede che sia promosso un referendum popolare per

 

 

Oristano, 02.04.2001

 

Domenico Cugusi

 

 

 

 

 

 

Gruppo Consiliare Oristano Liberale

 

 

 

Al Direttore dell'Ufficio

Circoscrizionale di Controllo

Via Cagliari - Pal. SAIA

09170 ORISTANO

 

 

 

Oggetto : Decreto n° 84 del 23.03.01 e n° 85 del 30.03.01

 

 Il sottoscritto Consigliere Comunale, visto il Decreto n° 84 del 23.03.01 e n° 85 del 30.03.01, che allego alla presente, emessi dal Sindaco di Oristano, Chiede allo Spett.le Comitato Circoscrizionale di Controllo, di poter avere un parere di legittimità sugli atti emessi dal Sindaco, ed in particolare sapere :

 

 

 

In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

Domenico Cugusi

Consigliere Comunale Oristano Liberale

 

 

 

 

Consiglio Comunale di Oristano

 

 

  Al Comitato Circoscrizionale di Controllo

Oristano

 

 I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Oristano,

visti i decreti n. 84 del 23.03.01 e n. 85 del 30.03.01,

vista la deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 19 Aprile 2001, la quale espressamente impegnava il Sindaco alla revoca dei decreti n. 84 e n. 85,

viste le deliberazioni della Giunta Municipale nn. 101, 102, 103 e 104 del 30.04.2001, riguardanti " Ricorsi al T.A.R. avverso Decreti del Sindaco trasferimento sede Scuola Media n° 1 - Autorizzazione a resistere in giudizio e nomina di un legale quale patrocinatore degli interessi del Comune " ,

 

PREMESSO

 

che i decreti emanati dal sindaco di Oristano sono da ritenersi invalidi per vizi di legittimità, sia per incompetenza che eccesso di potere e violazione di legge.

In particolare l'incompetenza si rileva alla luce di quanto stabilisce il D.L.vo n. 267 del 18.08.2000, il Testo Unico degli Enti Locali, dalla Legge 142 / 90, dallo Statuto del Comune di Oristano, i qual assegnano al Sindaco specifiche e tassative funzioni e poteri sia propri che in qualità di Ufficiale di Governo , e comunque stabilendo che " il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo ", e il Sindaco " persegue gli obiettivi indicati nel documento programmatico e sviluppa l'indirizzo politico amministrativo espresso dal Consiglio , promuove e coordina l'attività degli assessori e dei dirigenti al fine di garantire l'attuazione degli atti fondamentali del Consiglio".

Il D.L.vo 112 / 1998 attribuisce ai Comuni la competenza in materia scolastica e non specificamente al Sindaco, se non in qualità di potere esecutivo a seguito degli indirizzi nel merito del Consiglio.

La competenza in materia di soppressione, trasferimento di sedi, plessi, unità delle istituzioni scolastiche , appartiene al Consiglio, organo di indirizzo politico amministrativo del Comune, il solo competente riguardo tale programmazione.

Inoltre, la Giunta Regionale, a seguito dell'art.21 Legge n.59/ 97, al D.L.vo n:112 / 98 e al D.P.R. n. 233 / 98, ha emanato la deliberazione n.14 / 37 del 23.03.2000, contenente il Piano Regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, prevedendo, per la città di Oristano, la permanenza di due scuole Medie , la n.1 " Eleonora D'Arborea " ubicata nella Piazza Mannu e la n.3 "L. Alagon " , situata in Viale Diaz.

E' difficile comprendere in base a quale norma il Sindaco si sia sostituito al Consiglio Comunale adottando i provvedimenti con i relativi decreti n. 84 e n. 85, disattendendo completamente anche gli indirizzi del Piano Regionale di dimensionamento.

Inoltre, così come ben specificato dallo stesso Comitato Circoscrizionale di Controllo, a seguito di un quesito posto da uno dei Consiglieri firmatari della presente, il Sindaco può emanare i decreti solo in casi specificamente indicati dalla normativa vigente, escludendo la materia oggetto dei decreti.

Il Consiglio Comunale, poi , nella seduta del 19.04.2001, con deliberazione n. 46, ha impegnato il Sindaco al ritiro dei decreti, ritenendoli illegittimi, e dimostrando palesemente una volontà diversa e contraria, nella sostanza e nel merito, rispetto alle decisioni assunte dal Sindaco a mezzo dei decreti.

Il Sindaco di Oristano, disattendendo gli indirizzi del Consiglio, non ha provveduto alla revoca dei decreti in questione, anche in considerazione dei ricorsi presentati al T.A.R. per l'annullamento dei decreti, sulla falsariga ed in sintonia di quanto già stabilito dal Consiglio Comunale e nonostante vi fosse il fondato motivo che tali decreti fossero invalidi, sia nella forma che nella sostanza e conseguentemente annullabili d'ufficio attraverso l'autoannullamento.

Tale procedura di autotutela da parte della P.A., fatta nei tempi e nei modi dovuti, avrebbe determinato il ripristino dello status quo originario e conseguentemente non vi sarebbero stati i ricorsi al T.A.R. presentati in data 26.04.2001 con notevoli aggravi di spese per i ricorrenti e conseguentemente ravvisabili in un danno alla collettività.

In data 30.04.01 la Giunta Municipale, in netto contrasto e disattendendo la deliberazione Consiliare, con sue deliberazioni n. 101, 102, 103 e 104, ha inteso aggravare la situazione dando incarico ad un legale di resistere nei giudizi promossi davanti al T.A.R. da più cittadini, arrecando inoltre un danno erariale al Comune, quantificabile, al momento, in Lire Ottomilioni, salvo ulteriori spese nel prosieguo dell'azione e alla conclusione del giudizio.

 

Tutto ciò premesso

 

 

I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Oristano,

Ritenuto che la Giunta Municipale del Comune di Oristano, con le deliberazioni n. 101, 102, 103 e 104, in palese contrasto con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 19 Aprile 2001, abbia inoltre violato gli artt.135 e segg. del D.L.vo 112 /98, l'art. 4 comma 2 D.P.R. n. 233 / 98, l'art.139 del D.Lgs. 31 Marzo 1998, n. 112, l'art. 46 dello Statuto del Comune di Oristano, l'art.42 del Decreto Legislativo 18 Agosto 2000, n. 267 T.U.E.L. , Chiedono allo Spett.le Comitato Circoscrizionale di Controllo, dopo aver valutato, attraverso il controllo delle illegittimità sopra citate, che le deliberazioni adottate dalla Giunta Municipale siano annullate perchè in contrasto con atti specifici e fondamentali del Consiglio Comunale, giusto l'art. 29 comma 4 Legge Regionale 13 Dicembre 1994, n. 38, modificata dalla Legge Regionale 13 Gennaio 1995, n.4.

 

 

Oristano, 8 Maggio 2001

 

 

Domenico Cugusi Mario Musinu

 

 

 

 

 

Mariano Biddau Vincenzo Urru Peppino Marras

 

 

 

 Domenico Cugusi

Consigliere Comunale Oristano Liberale

 

 Egregio Signor Sindaco mi permetto di scriverLe, a nome e per conto di circa mille cittadini, che hanno affidato a chi le scrive l'incarico di rappresentarli in Consiglio Comunale e che sono indignati oltre che per l'insufficiente azione amministrativa, per i metodi del suo agire quotidiano.

Sono oltremodo preoccupati per l'uso del potere che Lei fa, un potere fine a se stesso, per ciò antidemocratico, non consono a metodologie etiche e morali e conseguentemente contrarie a criteri di civiltà e di rispetto della persona umana.

Sono altresì preoccupati anche quei cittadini che , evidentemente non conoscendo le sue peculiarità, Le hanno concesso il favore dei loro voti, permettendoLe di essere eletto Sindaco di una città che, grazie al suo "impegno ", sta sprofondando sempre più in basso, in un baratro senza vie di uscita, senza una possibile fuga, quantomeno da Lei e dalla sua Giunta.

E noi, che invece non l'abbiamo votata, che anzi a Lei ci siamo contrapposti con la forza della nostra coscienza, della nostra passione politica, ma soprattutto della nostra intelligenza, dobbiamo subirla, come purtroppo, tutti i cittadini di Oristano. E la Sua sola presenza è una violenza nei nostri confronti, un'imposizione al limite della tortura politica.

Lei, che non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che si era proposto, non ha mantenuto nessun impegno che ha assunto coi cittadini, che non ha realizzato alcun punto del suo programma , perché dovrebbe continuare ad amministrare contro la stessa evidenza dei fatti che dicono che sta solo arrecando nocumento alla collettività con decisioni condivise solo dal suo Io supervalutato dalla presunzione e dall'arroganza che le deriva dal potere che incarna quale primo cittadino ?

E non è solo per i Moublè, per le varianti e le deroghe, per lo sprezzante atteggiamento, irriguardoso, nei confronti del Consiglio, i cui indirizzi ha sempre disatteso, non per la periferia degradata, le strade impercorribili, i marciapiedi impraticabili, le vie sporche e scarsamente illuminate, le frazioni abbandonate, il verde inesistente, il vandalismo imperversante, le scuole non a norma, le palestre inadeguate, le strutture sportive fatiscenti, le discariche a cielo aperto e i mille altri problemi di ordinaria manutenzione che Lei, occupato a sognare progetti minimi che non riesce nemmeno a realizzare, neppure contempla, perso nel suo esistere da padrone di qualcosa che non è suo.

Che è invece di tutti, di tutti noi cittadini , dei nostri figli, che hanno il diritto di vivere serenamente senza che Lei condizioni il loro futuro, che tolga loro la libertà di scegliere l'Istituto dove frequentare il corso di studi che servirà a formare il loro bagaglio culturale ed educativo in nome di un pretestuoso, ipotetico progetto di un corso universitario, che penalizzerà la scuola che deve invece garantire l' istruzione di base, obbligatoria per tutti, e che consentirà successivamente un percorso scolastico completo sino al conseguimento della Laurea.

Un Sindaco che invece di realizzare le opere per cui era stato eletto, distrugge la Scuola più antica e gloriosa della nostra città, annienta anni di passione culturale, di impegno civile, di istruzione, di dedizione al lavoro, incurante dei sentimenti, delle scelte umane e didattiche dei cittadini, e persino degli obiettivi numerici raggiunti dalla Scuola Media n° 1 che è diventata la scuola con il più alto numero di iscritti !

Se davvero come dice, anche se diversamente da quello che pensa, vuole solo un po’ di bene a questa città, lo dimostri nell'unico modo a Lei possibile e da noi auspicato : rassegni le dimissioni , e si ritiri a riflettere sulla vacuità delle umane cose, sul diverso modo di affrontare la vita, basata sul rispetto delle regole democratiche.

Si dimetta, per consentire ai nostri figli di continuare a frequentare la Scuola Media n°1, di ricevere un'istruzione adeguata, e di coltivare almeno la speranza, l'illusione che finalmente Oristano, senza di Lei, possa realizzare uno sviluppo economico, sociale, culturale ed ambientale secondo le potenzialità insite nel proprio tessuto sociale che " certi " Sindaci hanno invece mortificato e frustrato in questi anni.

Riusciremmo finalmente a perdonarla , e forse in quel suo unico gesto possibile, potrebbe ritrovare il senso di una dimensione umana, perduta.

Se vanificherà anche questa opportunità e ci negherà la possibilità di riappropriarci del diritto democratico di scegliere liberamente la Scuola per i nostri figli, sarà la forza stessa della democrazia a travolgere il suo disegno dittatoriale.

Domenico Cugusi

Oristano, 30.03.01

 

Domenico Cugusi Scuola media n°1

 

 

In merito all'articolo del 27 u.s. sullo smembramento della Scuola Media N° 1 mi sia permesso intervenire sulle metodologie usate da questa Amministrazione Comunale ed in particolare dal Sindaco, che si arroga il diritto di assumere decisioni contrarie alle aspettative della collettività, come la soppressione di uno degli Istituti più antichi e " gloriosi " della città.

Per chi come me ha frequentato quelle aule austere dove la cultura aleggiava nell'aria e prendeva corpo attraverso gli insegnamenti di tanti professori che hanno scritto pagine di cultura cittadina, è un colpo al cuore che vibra di indignazione e sdegno nei confronti di un superbo e presuntuoso burocrate che con la leggerezza propria dei suoi pensieri, vorrebbe imporre la chiusura di uno dei pochi pezzi di storia culturale della nostra città.

Perciò mi ribello contro questi barbari vestiti da amministratori, che passando sopra tutto e tutti impongono decisioni, senza avere chiesto preventivamente il consenso ai veri padroni della città, i cittadini, senza che sia stato informato e coinvolto il Consiglio Comunale, come troppo spesso avviene da parte di questo Sindaco, che gestisce e amministra la cosa pubblica come si trattasse di una sua proprietà privata.

Mi ribello, per l'amore che nutro verso mia figlia che frequenta questa scuola con grande entusiasmo, sapendo che garantirà a lei e ai tanti che hanno " scelto " la Media n° 1, una formazione culturale e umana consona alla grande tradizione di questa Scuola, a dispetto di chi, per cultura ed educazione è evidentemente lontano dai principi di correttezza, civiltà e rispetto.

Bene farebbero questi amministratori, per non arrecare ulteriori danni oltre quelli derivanti dalla loro sola presenza nelle stanze comunali, a non agire, a lasciare le cose come sono, nella speranza che altri più capaci amministrino al loro posto, o se proprio non possono esimersi, che provvedano a sistemare la piazza su cui si affacciano due delle strutture più importanti della città, la Scuola Media N° 1 appunto, e la Reggia Giudicale, una piazza abbandonata al più completo degrado, all'incuria, a scorribande di motorini ed al parcheggio abusivo .

E magari occuparsi del rifacimento estetico dell'edificio scolastico deturpato da scritte e disegni eseguiti da vandali muniti di bombolette spray, ormai padroni incontrastati di una città priva di vigilanza e di controllo, dove il principio della legalità è stato calpestato più volte dagli stessi amministratori comunali.

Se poi, in un estremo tentativo di recuperare valori etici e morali perduti, volessero dimettersi dall'incarico indegnamente ricoperto, gliene saremmo grati per sempre, noi, ma soprattutto gli studenti della Scuola Media n° 1 .

 

 

Domenico Cugusi

Oristano, 27.03.01